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Aprile 29, 2024A tavola, il consumo di latte e derivati dovrebbe essere limitato e preferibilmente di origine biologica. Questo perché spesso sono soggetti a contaminazione da composti chimici di sintesi, in particolare farmaci. Vediamo come possiamo proteggerci.

Cosa ci dicono gli studi più recenti
I ricercatori spagnoli hanno scoperto che il latte pronto per la vendita e il consumo contiene oltre venti diversi antibiotici, antinfiammatori e ormoni della crescita, utilizzati per trattare gli animali. Queste sostanze, spesso in modo inconsapevole, finiscono per entrare nel nostro organismo. Le concentrazioni più elevate di residui di farmaci sono state riscontrate nel latte bovino, in particolare antinfiammatori e ormoni sessuali estrogeni, utilizzati per stimolare la produzione di latte.
Un’analisi condotta dall’Università di Jaen, ha rilevato la presenza di minime quantità di contaminanti in ciascun campione esaminato.
Tuttavia, ha sottolineato lo studio, si tratta di sostanze con attività farmacologica che si sono ormai infiltrate stabilmente nella catena alimentare, ossia che sono presenti in modo costante nel tempo.
Cosa emerge?
Diventa quindi impellente valutare gli effetti cumulativi, nel corso degli anni, dell’assunzione di queste piccole quantità da parte dell’uomo.
È fondamentale infatti considerare l’abitudine diffusa, anche in Italia, di consumare quotidianamente latte e derivati (formaggi di ogni tipo, yogurt, burro, panna) fin dalla prima infanzia fino all’età avanzata, quasi senza interruzioni.
Allo stesso modo, sarebbe opportuno approfondire attentamente il contributo di questa somministrazione di farmaci al bestiame all’insorgenza di fenomeni di antibioticoresistenza.
Come posso proteggermi?
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Moderare il consumo di latte e derivati: Se la vostra giornata prevede un cappuccino a colazione, uno yogurt a metà mattina, una caprese a pranzo e una pizza a cena, state decisamente eccedendo. Questo comportamento aumenta il rischio di sviluppare intolleranze alimentari verso questi prodotti. Consigliamo di astenersi completamente da latte e latticini per almeno due o tre giorni a settimana, evitandoli anche in piccole quantità (come nel caffè macchiato o nella grattugiata di Parmigiano sulla pasta)
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Ridurre drasticamente l’assunzione di latte e derivati in caso di patologie e disturbi ormonodipendenti: sindrome premestruale, cellulite, alcune forme di acne, cisti ovariche, fibromi e simili.
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Rischio di cancro correlato agli ormoni sessuali: prostata, testicolo, utero e mammella.
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Optare per latte e derivati da agricoltura biologica.
Ma se non mangio latte e formaggi, come faccio con il calcio e per combattere l’osteoporosi?
L’osteoporosi, una patologia caratterizzata da una ridotta densità minerale ossea e da un deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, rappresenta un problema di salute pubblica di rilievo, con circa 5 milioni di persone affette in Italia, prevalentemente donne.
Questa patologia, in realtà, è una condizione complessa influenzata da diversi fattori, tra cui l’età, il sesso, il livello di attività fisica, le abitudini alimentari e lo stile di vita in generale.
Quindi, è un mito pensare che le ossa si indeboliscano solo per una carenza di calcio. Il problema principale, piuttosto, è l’incapacità del tessuto osseo di fissare il calcio a causa di:
- Carenza vitamina D
- Squilibri ormonali
- Menopausa ed età anziana
- Scarsa attività fisica
- Utilizzo di alcuni farmaci
Allora come fortifico le ossa e prevengo l’osteoporosi?
Senza dubbio, un’alimentazione sana e bilanciata è fondamentale per la salute delle ossa.
Certo, il calcio è importantissimo per la mineralizzazione, ma non è l’unico alimento benefico per le ossa. Infatti, anche altri cibi contengono quantità sufficienti di calcio per soddisfare il fabbisogno giornaliero (es. Frutta secca, Cavoli, Broccoli e Arance)
Ugualmente importanti sono poi:
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Vitamina C: la troviamo soprattutto in agrumi e nella maggioranza di frutta e verdura fresca.
- Vitamina D: prodotta dall’epidermide grazie all’esposizione alla luce solare, ma è contenuta anche in alcuni tipi di pesce.
- Proteine (sia vegetali che animali): una quantità insufficiente può causare un indebolimento della massa ossea (presta comunque attenzione ad un eccessivo consumo di proteine).
- Vitamina K: favorisce la mineralizzazione dell’osso e possiamo trovarla in tutti i vegetali a foglia verde, fegato e nelle uova.
In conclusione
La chiave per la salute delle ossa è una dieta varia e ricca di nutrienti. Cereali, verdura, frutta, legumi e proteine di buona qualità forniscono all’organismo gli elementi necessari per mantenere uno scheletro forte e sano.
L’esercizio fisico è l’altra arma vincente contro l’osteoporosi. La sedentarietà è nemica delle ossa, mentre un’attività fisica costante e regolare, come una camminata a passo veloce ogni giorno, le rinforza e le rende più resistenti.
Più ci muoviamo e più stimoliamo il nostro scheletro, migliore sarà la sua salute. Prendiamoci cura delle nostre ossa con una dieta sana e uno stile di vita attivo: è un investimento per il nostro futuro!
FONTI:
Research by International Dairy Foods Association – 2023PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), – Mahshid Dehghan, PhD; Andrew Mente, PhD – 2022
“Dairy and alternatives in your diet” – Jama, Kirsten Bibbins-Domingo, PhD, MD, MAS – 2020
“Eat well” – NHS – 2020
Michaëlsson Karl et al. – Milk intake and risk of mortality and fractures in women and men: cohort studies – BMJ, 2014;
Bischoff-Ferrari HA, Dawson-Hughes B, Baron JA et al. – Milk intake and risk of hip fracture in men and women: a meta-analysis of prospective cohort studies – J Bone Miner Res, 2011;
Feskanich D, Bischoff-Ferrari HA, Frazier AL, Willett WC – Milk consumption during teenage years and risk of hip fractures in older adults – JAMA Pediatr, 2014;
Benetou V, Orfanos P, Pettersson-Kymmer U et al. – Mediterranean diet and incidence of hip fractures in a European cohort – Osteoporos Int, 2013;
Tommasini M. – L’Osteoporosi si può prevenire.




